lunedì 2 maggio 2016

Ancora una bella recensione che parla del mio libro "Le fate del Travancore".

Se all'inizio alcuni blog, come anche diversi siti di segnalazione letteraria, pubblicavano le sinossi e la presentazione del mio primo romanzo della trilogia 'keralita', iniziano ora a giungermi le recensioni e ciò è l'aspetto che mi appassiona di più, il confronto, la possibilità di saggiare un riscontro con coloro che hanno letto le mie pagine, le tre storie che racconto nelle "Fate del Travancore".

Fortunatamente sono positive, così come i riscontri personali dic hi ha da me direttamente acquistato le copie, quasi sempre autografate e dedicate in piccoli mantra beneaugurali.
Oggi vi segnalo la recensione di Angela sul sito Chicchi di pensieri, una giovane lettrice che ha avuto il coraggio di uscire dalle letture 'teen' così diffuse oggi, una piccola reinassance della letteratura da parte degli adolescenti, purtroppo spesso rivolte solamente a editoria sentimentale (spesso inverosimile), fantasy, distopie sociali in chiave sci-fi.
Angela ha colto molto bene il pragmatismo del libro, la sottile poesia dei personaggi che si muovono all'interno di un ambienta estremo socialmente, drammatico a volte, ma dotato di quella lirica naturale dipinta nei colori della fauna, della flora, dei paesaggi del sud indiano.
Ve ne dedico un piccolo estratto, tramite link avrete tutta la recensione, giusto per invogliarvi ad avvicinare ancora una volta (ringrazio i tanti lettori che già hanno acquistato da me personalmente il libro, le mie tre protagoniste, Shuba, Sajitha, Judy.
Un grazie anche da loro perchè è alle donne del Kerala che il libro è dedicato.

La scrittura chiara ed accurata, le descrizioni vivide e poetiche di persone e luoghi, fanno emergere l'amore e l'ammirazione dell'Autore per quei posti, in cui di certo ha lasciato un pezzetto del proprio cuore, e proprio questo modo di parlarci della "sua India", così appassionato e realistico, dà al lettore attento e sensibile una prospettiva "interna" (frutto della personale esperienza e dei viaggi di chi scrive, condivisi con noi in forma romanzata) che ci lascia entrare nel vivo del tessuto culturale e naturale di un Paese lontano da noi ma che, grazie alle pagine vive di questo libro, diventa famigliare, ed è impossibile non riuscire ad immaginare ambienti, gesti, abiti, persone, e a non provare simpatia o tenerezza per le dolci fate del Travancore.