venerdì 23 giugno 2017

Un estratto dal mio saggio "Contemplazione, una via per il risveglio"



Ricordandovi che è sempre disponibile nella maggiori piattaforme online in formato ebook (ad es.)

https://www.amazon.it/Contemplazione-una-via-per-risveglio-ebook/dp/B06XY52KWL
https://www.ibs.it/contemplazione-via-per-risveglio-ebook-nicola-tenani/e/9788826068893
https://www.kobo.com/es/it/ebook/contemplazione-una-via-per-il-risveglio

voglio offrirvi un estratto del libro, un piccolo saggio nel quale rifletto l'importanza della natura come ispirazione alla meditazione ed al risveglio anche nei percorsi yogici.




".....Tendenzialmente sono gli asceti e i loro percorsi eremitici a fornirci l’input nel seguire una disciplina con rigore e coerenza, ma vi chiedo di aprire la mente (il cuore dovrebbe già esserlo): fate vostra tutta la cultura mondiale che nella direzione dell’opportunità di riflessione e contemplazione elementale ha molte più fonti ispiranti di quello cui normalmente si aspira. E dalle quali si traggono ispirazione e scuola di pensiero ed esercizio yogico.
Non è un nemico il Cristianesimo, nonostante gli eccessivi dogmi rigidi e scritti a tavolino: il nemico è chi non ha saputo e voluto nei secoli interpretare la parole di Cristo con coerenza e abbandono.
Quello è il vero nemico, per quanto anche la parola nemico in se abbia una carica negativa, estremamente negativa. Meglio allora definirlo il non/amico, colui che ha fuorviato una Parola, quella di Cristo, immensa nei contenuti, nella forma, nell’esempio del cammino dell’Uomo di Nazareth e nel suo sincero esistere.
Allora chi meglio di San Francesco, tra i tanti mistici cristiani del periodo considerabile dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente in avanti, ha saputo interpretare la parola del suo Cristo, del Cristo di tutti noi, con enfasi, devozione, ispirazione, umiltà?
Pochi altri.
Uno dei motivi per cui, anche nell’India più integralista delle pratiche vediche, la figura del Santo d’Assisi è fonte d’ammirazione, rispetto, ispirazione stessa in un rapporto leale di reciproca ispirazione.
Un aspetto da non sottovalutare: i santi indiani riconoscono la grandiosità dei veri portatori della Parola di Cristo, al contrario, la Chiesa convenzionale non confessa le effettiva convergenze in purezza delle reciproche espressioni mistiche.
Peccato: in questo millennio possiamo augurare a tutti noi, soprattutto agli uomini che professano la fede, che le convergenze, le affinità, le verità reciproche, divengano la ‘nuova era’ che possa congiungere, e non solo, la professione culturale, a volte banalmente folklorica, di un sentimento arcaico e profondo molto più radicato di ciò che mostra l’apparenza.

Per dirla in termini hinduisti, S. Francesco potrebbe essere definito un grande Ṛṣi (o Rishi, quindi saggio) nato in Occidente, paragonabile ai grandi Illuminati dell’Oriente, siano essi di deriva buddhista, jainista, hinduista, generalmente shramanica, eclettica..."